Il Valore del N°6 nel nostro Tempo e in Apocalisse

Il primo pensiero che la cifra “6” porta alla mente è quella menzionata in Ap. 13,18 indicante il 666 come numero della Bestia o numero d’uomo.
È stato il vescovo teologo e padre della Chiesa S. Ireneo da Lione, studioso di Gematria ebraica, a delineare il 666 come “numero della Bestia” riferentesi all’«anti-Cristo», simbolo del male e del disordine. (Per maggiori approfondimenti QUI).
Ma è stata la Vergine Maria ad averne rivelato il significato profondo a don Stefano Gobbi (fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano) in una locuzione del 17 giugno 1989.
Ella spiegò che nell’anno 666 d.C. l’Islam ebbe la sua maggiore espansione; che intorno al 1332 (666 x 2) la corrente anticristica si manifestò con un radicale attacco alla fede nella parola di Dio provocando enormi divisioni (la questione del “filioque”) ed infine, che nel 1998 (666 x 3) sarebbe stata consolidata la congiura per eleggere l’Anti-papa e la falsa Chiesa.
E in effetti, fu dal 1996 che iniziò il complotto di alcuni cardinali (la cosiddetta “Mafia di San Gallo”) per preparare l’ascesa di Bergoglio al soglio pontificio. (Cfr. QUI, QUI e QUI ).
Tra l’altro qualche giorno prima (il 13 giugno 1989), la Madonna aveva precisato:
«La Bestia nera simile ad una PANTERA indica la Massoneria. La Bestia con due corna, simile ad un AGNELLO (cfr. QUI; ndt), rappresenta la stessa penetrata all’interno della Chiesa, ossia la Massoneria ecclesiastica propagatasi soprattutto fra i membri della gerarchia.
 
Questa infiltrazione vi è già stata predetta a Fatima, quando ho annunciato che Satana si sarebbe introdotto fino al vertice della Chiesa.
 
Se il compito del Movimento massonico è di condurre le anime alla perdizione portandole al culto di divinità fittizie, lo scopo della Massoneria ecclesiastica è di distruggere il Cristo e la sua Chiesa, costruendo un nuovo idolo, un falso Cristo ed una falsa Chiesa» (Cfr. QUI; ndt).
Bisogna considerare inoltre, che l’aspetto più importante del numero “6” è la immagine di due triangoli rovesciati, emblema della Stella di David, discendenza regia in cui si manifestò il Cristo. (cfr. QUI).
Ogni uomo è costituito di una parte divina, lo Spirito, avente l’impronta trina dell’Eterno: Potenza ‒ Sapienza ‒ Amore; ed una trinità umana, l’Anima (o psiche) dotata di Pensiero, Ragione e Coscienza, mirabile corredo al suo percorso vitale.(Cfr. QUI).
Ma osserviamo tale cifra sotto due altre prospettive che meritano di essere prese in considerazione.
La prima è il frutto di un’analisi emersa già in tempi remoti e confermata ora da alcuni mistici moderni, come dimostra il brano che ho scelto scritto dal professore Johannes De Parvulis (cfr. QUI) in uno dei suoi tanti libri.
La seconda, invece, è scaturita dalle riflessioni di Louis d’Alencourt, fervente studioso di escatologia, dal cui sito ho tratto un passo molto significativo ed illuminante.
L’importanza del nostro tempo – Il sesto periodo.
Al termine di ogni settimana c’è un settimo giorno che per natura è diverso dagli altri. Il tramando vuole che anziché servirsene per il lavoro, sia utile all’elevazione dell’anima e al riposo del corpo. Si tratta della Domenica.
Stando alla Bibbia, anche la Settimana della Creazione ha la sua “Domenica”, il settimo giorno, ed è quello in cui Dio smise di creare per “riposarsi”.
Questo ci permette di capire che la nostra settimana e quella biblica hanno un’identica struttura, riassunta nell’espressione 6 + 1 = 7, dove il numero “6” indica i giorni lavorativi, il numero “1” la domenica, e il numero “7” il totale dei due numeri addizionati. E fin qui nulla di nuovo.
Quello che invece si presenta come nuovo (anche se si tratta di una verità antica che le ere hanno fatto dimenticare) è l’esistenza della Settimana universale, concepita dall’Eterno per contenere il suo disegno, chiamato “Piano di Salvezza”.
Il suo assetto si presenta come quello impiegato per la Creazione perché contiene sette periodi posizionati nello stesso ordine, corrispondenti a 7 millenni.
Alcuni  teologi  rifiutano  questa  verità.  Ma perché?  I primissimi Padri della Chiesa (Sant’Ireneo di Lione per esempio), hanno parlato apertamente della Settimana universale.
Anche se il tempo ha cancellato il ricordo di questo loro insegnamento, ciò non basta per dire che lo si debba rigettare. Nella Sua infinita Sapienza, l’Altissimo permette che in certi casi un velo nasconda una data verità finché non arrivi per essa il momento di riprendere vita.
Adesso il concetto di Settimana universale è di ritorno, e non per iniziativa umana ma per volontà divina. È Dio che parla tramite i profeti cristiani contemporanei.
Se ciò avviene in quest’arco cronologico, una ragione esiste di sicuro. E il motivo è che oggi, nel campo del Signore, il grano seminato dal Cristo duemila anni fa è ormai giunto a maturazione.
Essendo perciò arrivato il tempo della mietitura, Dio, prima di procedere, vuole aiutare coloro che per amore non hanno smesso di mantenersi in Suo ascolto. In che modo? Permettendo loro di riscoprire quello che il passar dei secoli ha distorto o fatto dimenticare.
Un altro esempio probante concerne l’età dell’essere umano. Alla domanda: «Da quanti eoni l’uomo vive sulla terra?», la scienza offre risposte che variano da uno scienziato all’altro, da un’epoca all’altra, mentre la verità, la sola ed unica Verità, è quella che Dio ci rivela.
Il messaggio che segue, ricevuto il 29 gennaio 1919 da Luisa Piccarreta, costituisce un riscontro, uno fra i tanti, di ciò che abbiamo appena detto. Gesù afferma che l’uomo (con la sua densità fisica; ndr) si trova sulla terra da 6.000 anni e si esprime così:
«Figlia mia diletta, voglio farti conoscere l’ordine della Mia Provvidenza: ad ogni corso di duemila anni Io rinnovo il mondo. (Il “2” corrisponde al Cristo – seconda Persona della Trinità – e caratterizza un movimento di fatica, di sacrificio terreno; ndr).
 
Passati i primi 2000 anni, ho rigenerato il pianeta col diluvio. Dopo i secondi 2000 (ossia al compiersi dei 4 millenni, durante i quali operarono 24 profeti; ndr), i buoni e gli eletti hanno vissuto assimilando i frutti della Mia Venuta e a sprazzi beneficiando della Mia Divinità. (Manifestazione di Betlemme; ndr).
 
Ora siamo alla fine dei terzi 2000 anni (cioè 6000; ndr), e ci sarà un terzo Rinnovo. Ecco perciò lo scompiglio generale, che è soltanto un preparativo all’imminente Trasformazione».
Luisa Piccarreta non è l’unica mistica che affronti questo tema. Ne parlano anche altri. Per esempio, il libretto “Cœurs Unis de Jésus et de Marie” contiene rivelazioni analoghe.
Una  di  queste  ci  permette  di  dedurre  che  la  “Settimana universale”  è  composta da sette millenni, e che adesso l’Umanità si trova alla fine del sesto e all’inizio del settimo.
La citazione seguente è la traduzione italiana del testo situato alle pagine 15 e 16.
“La Voce interiore dice: «Sì, voi vi alzate all’alba di una giornata tutta nuova. Presso Dio, mille anni sono come un giorno, e questo giorno sarà pari a una Domenica: l’Era dello Spirito Santo».
Mi sembrava che 4000 anni fossero attribuiti al Padre, 2000 al Figlio, e 1000 allo Spirito Santo.”
[Come intuì il famoso monaco cistercense Gioacchino da Fiore (1130‒1202) che menzionò  per  primo  le  tre  Epoche; ndr].
Questo annuncio, che per me possiede tutti i caratteri della veridicità, ci permette di capire che i primi 4000 anni si riferiscono alla durata dell’Antico Testamento,mentre i successivi 2000 ne raffigurano il Nuovo (ossia il Vangelo; ndr).
Per completare il ciclo totale di 7000 anni manca, dunque, solo 1 millennio. Quello che l’Umanità sta iniziando ora. È l’ultimo della storia, perché viene in settima posizione, e come tale assume il ruolo di una “Domenica”.
(da Dominus = Signore, perciò tempo del Signore, proprio i 1000 anni di pace descritti in Apocalisse 20, 1-10; ndr).
“Nel Tempo e fuori dal Tempo” di Marcello Ciampolini
Ma è Louis d’Alencourt,  in un estratto prelevato dal suo ultimo articolo,  come suddetto, a ribadire esaurientemente – confermandoli – questi concetti ricchi di significato numerico relativi al nostro tempo.
Il sesto periodo dell’Apocalisse, ora in corso, corrisponde all’epoca dell’Anticristo e all’era dell’Acquario, poiché questo è il momento in cui Satana governa il mondo intero, anche dentro la Chiesa ufficiale.
È il racconto della Samaritana descritto nel Vangelo di Giovanni (4, 5-42) a svelarne il senso recondito e sconosciuto alla consueta immagine tradizionale.
Molti esegeti hanno ravvisato nella parabola una raffigurazione acquariana, perché è l’unico passaggio del Nuovo Testamento dove si parla di una portatrice d’acqua in una brocca: la donna di Samaria, appunto.
Vi si dice che Gesù arrivò al pozzo di Giacobbe alla sesta ora (a mezzogiorno; ndt).Tale asserto rivela un primo indizio importante: l’Era dell’Acquario è strettamente legata al sesto periodo.
In secondo luogo, bisogna tener presente che parecchi teologi, a cominciare da Sant’Agostino, hanno identificato la Samaritana con la Chiesa.
Non soltanto avevano ragione, ma si può dire che tale accostamento “collima”perfettamente con la sesta fase apocalittica, perché gli Ebrei consideravano gli abitanti della Samaria alla stregua di stranieri a cui non veniva rivolta nemmeno la parola.
Da qui lo stupore della donna quando il Cristo le si rivolge per attingergli dell’acqua:«Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una samaritana?»
Ebbene, questa visione della Chiesa d’oggi apostata perché tradisce Dio è molto adeguata ad un personaggio “straniero” per Gesù, tanto che Lui le dice: «Ma quando tornerà il Figlio dell’Uomo, troverà la fede sulla Terra?» (Lc. 18,8).
La parte più saliente e significativa però riguarda la domanda che Egli pone alla donna di andare a cercare suo marito, e alla risposta di lei di non averne, Egli replica: «È giusto, tu non hai marito! Ma ne hai avuti cinque e quello che hai adesso non lo è veramente».
C. Michael Dudash
Ribadendo il concetto paritetico della parabola con l’Era dell’Acquario e il sesto periodo apocalittico, ne emerge nitido il disegno satanico consolidatosi del tutto con l’apertura del Concilio Vaticano II, voluto da Giovanni XXIII.
Ne abbiamo la prova avendo considerato che si sono succeduti 6 papi da allora, 6 pontefici di cui 5 legittimi e il presente no, essendo il “Falso Profeta”.
Per questo Gesù ha precisato alla Samaritana (la Chiesa, Sposa di Cristo; ndt) che non era “veramente” suo marito.
La profezia di Malachia lo conferma: l’ultimo papa della sequenza era il 111° – Benedetto XVI – seguito da quello fuori lista chiamato “Pietro il Romano”, per far comprendere che sarebbe stato un impostore ad occupare il trono apostolico.
Anche Sant’Agostino nel suo commento al Vangelo spiega che i 5 primi mariti erano legittimi, mentre per l’ultimo, la donna si trovava probabilmente in una situazione di adulterio e noi ravvisiamo in questo la “Grande Prostituta” in compagnia del Falso Profeta.
Questa è la ragione per cui la Vergine a La Salette disse che “Roma perderà la fede e diverrà la sede dell’Anticristo”. 
Conclusione
Sapendo perciò che il giorno domenicale ha come ragion d’essere il riposo fisico e l’elevazione dello Spirito, il risultato dell’intero ragionamento è che il presente millennio, terzo dell’era di Cristo ed ultimo della storia umana, sta per essere dedicato alla rigenerazione spirituale dell’Umanità, un ideale che porterà Pace, Gioia e Benessere.
Gli abitanti della Terra si accorgeranno che questo periodo è lo stesso descritto da Giovanni all’inizio del 20° capitolo dell’Apocalisse, quello del “Millennio felice”.
Come si vede, solo con una ricerca approfondita, volta a conoscere meglio i segni dei tempi, è possibile scoprirne i risvolti meravigliosi e chiarificatori. Nulla è dovuto al caso in ciò che esiste!
Relazione, traduzione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it
Fonte: estratto da “Il Regno dei Giorni felici” di Johannes De Parvulis
     ”    : legrandreveil.wordpress.com
Il Valore del N°6 nel nostro Tempo e in Apocalisseultima modifica: 2017-01-26T19:30:03+00:00da subbuteo63
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