Il Grande Disegno

Il modo di vivere attuale, per quasi chiunque è ormai inaccettabile. Viviamo in un mondo freddo, arido, che non si cura dei suoi abitanti, non esistono più valori e il vivere alle spalle degli altri è la regola piuttosto che l’eccezione.

Evoluzione coscienza umanaCome il nostro mondo non si cura di noi, noi trattiamo lui in maniera anche peggiore e, se si dovesse continuare in questo modo, potrebbe divenire presto un luogo inabitabile. C’è bisogno di un cambiamento drastico, tutti o quasi ne sentiamo il bisogno. C’è la necessità di porre fine a queste sofferenze che ci vengono sbattute in faccia ad ogni minuto della giornata, c’è bisogno di trovare uno scopo nell’esistenza e di tornare alle nostre vere radici. Ma come si fa a fare ciò?

La risposta è una sola: il cambiamento deve venire da dentro di noi. Non sono i politici, non i finanzieri, non l’esercito, siamo solo noi che possiamo cambiare, solo noi. Se ci pensiamo bene poi, sta tutto lì il cambiamento di cui abbiamo bisogno, esso non è altro che un’evoluzione della coscienza umana, non ci serve altro.

Proviamo ad immaginare cosa succederebbe se, da un giorno all’altro, qualcuno o qualcosa riuscisse a porre fine alla nostra schiavitù, se chi ha manipolato l’umanità per secoli venisse fermato e i mezzi di informazione cominciassero finalmente a dire la verità. Non sarebbe il caos? Le fondamenta sulle quali la maggior parte dell’umanità ha fondato le proprie radici, crollerebbero da un momento all’altro, e miliardi di persone si troverebbero perse, senza un punto d’appiglio.

Vai a spiegare al fanatico religioso, che la maggior parte di quello in cui crede, è stato creato ad arte per poter controllare lui e tutti i suoi simili e che anche chi ha un credo differente dal suo è una persona degna e meritevole; vai a spiegare al cittadino medio, che la politica non ha mai contato niente e che destra e sinistra sono servite da sempre a chi muove le redini per fornire false soluzioni a falsi problemi; vai a spiegare al tifoso sfegatato, che chi supporta la squadra avversaria è solo un altro ragazzo con la passione per lo sport.

Tutto questo per dire che tutta la nostra società è basata sul conflitto e che non si può passare in maniera drastica da uno scenario in cui regna la competizione, la separazione e l’approfittarsi l’uno dell’altro, ad uno in cui, al contrario, tutti collaborano insieme per creare un mondo migliore: sarebbe il caos e tutto servirebbe solo a creare sconcerto, frustrazione e nei casi peggiori anche rabbia e desiderio di vendetta.

Il cambiamento che stiamo aspettando, è quindi solo un cambiamento di coscienza che deve avvenire in ognuno di noi. Prima di aspettarci qualcosa dal di fuori, dovremmo essere in grado di sostituire la rabbia con l’accettazione, la paura con la speranza e l’odio con l’amore.

Ci hanno, o ci siamo, condizionati a reagire ad ogni cambiamento con paura e rabbia. In questo modo il nostro cervello è in “modalità reattiva”, l’esatto opposto della “modalità creativa” dove siamo noi a decidere quale realtà sperimentare.Questo è quello che facciamo ogni giorno: vediamo qualcosa che non ci piace o che semplicemente non è come ci aspettavamo che fosse e subito andiamo in modalità reattiva.


Modalità reattivaLo facciamo continuamente, in ogni momento della nostra giornata la nostra mente è impegnata nel giudicare e nel fare dipendere il proprio umore da questa sete implacabile di giudizio
: una persona ci risponde male e la nostra mente va in modalità reattiva per tutto il giorno, pensando a come avremmo potuto ribattere; leggiamo un articolo che non ci convince e per tutto il tempo pensiamo a quanto possa essere in malafede la persona che ha scritto quell’articolo. Di esempi se ne possono fare veramente all’infinito, ma quel che conta, è capire che questa modalità ci viene inculcata continuamente da chi ha paura del cambiamento e che essa non porta a nulla, se non a ripetere sempre le stesse esperienze.

Il cervello umano, a differenza di quello di altri animali, è dotato di una corteccia cerebrale molto grande ed efficiente ed è questa sezione quella che, da un certo punto di vista, decide a cosa dobbiamo pensare; quella che ci dovrebbe far allontanare dalla modalità reattiva per abbracciare quella creativa. Ed è proprio questa, la parte del cervello che usiamo sempre meno, quella che dovrebbe portarci ad immaginare un mondo diverso e migliore, piuttosto che rimuginare sempre sulle stesse faccende. Il problema è che stiamo lasciando che questa sezione, che comprende la parte più ampia del nostro cervello, vada in disuso e si atrofizzi. Non è così che apriamo la strada al cambiamento. Dobbiamo, quindi, smettere di reagire e cominciare a creare.

Faccio un esempio: mio padre è l’esatto esempio della persona che ha smesso di utilizzare la propria mente in modalità creativa, per utilizzare esclusivamente la modalità reattiva. Si alza dal letto e accende la televisione, si muove dalla poltrona solo per sedersi a tavola, per poi ritornare di fronte alla televisione e guardare più telegiornali possibile. Si arrabbia persino, mentre guarda tutte quelle notizie fuorvianti ed è quasi sempre di cattivo umore.

Se parli con lui e gli esponi la tua idea che differisce anche solo di poco dai dogmi che gli inculcano i notiziari e le tribune politiche, sei un folle visionario e sei la rovina della nostra società. Non si è mai posto il problema se esista o meno un creatore o un intelligenza superiore e ogni sua giornata è uguale alla precedente; non desidera neanche più di fare un viaggio o qualche esperienza differente.

Il punto è che, per qualche strana ragione, durante la mia infanzia, nella mia mente è scattato un interruttore che mi ha fatto decidere che sarei stato, in tutto e per tutto, differente da lui: e così fu, non potremmo veramente essere più diversi. Cosa voglio dire con questo? Che sono diventato quello che sono grazie a mio padre e che devo essergli grato, invece di criticare tutto quello che fa, come fa lui con me.

E’ grazie a mio padre e a tutte le difficoltà che ho incontrato durante tutta la mia giovinezza, che sono più “sveglio” della maggior parte dei miei coetanei, è grazie a mio padre e alle sue dure e inconsapevoli lezioni, che ho cominciato ad usare la mia mente in modalità creativa ed ad immaginare di dare una mano per creare un mondo migliore. Grazie padre, anche se non leggerai mai questo o qualunque cosa io scriva, grazie di aver sacrificato la tua vita per la mia crescita: è il dono più grande che si possa immaginare, ti devo tutto.

Avete, dunque, mai pensato alla possibilità che tutto possa muoversi verso una direzione precisa? Tutte le difficoltà che le persone come noi, con un minimo di empatia e di altruismo stanno attraversando in questi ultimi anni, potrebbero essere necessarie per imparare la lezione. Avete mai pensato a quante persone si stanno risvegliano in questi ultimi anni grazie anche alla cosiddetta “crisi economica”? Avete mai pensato che, se il Nuovo Ordine Mondiale non avesse accelerato così i tempi per realizzare i propri obiettivi (anche se probabilmente lo stanno facendo per disperazione), moltissime persone sarebbero ancora nel mondo dei sogni?

Risveglio collettivoMagari, tutto quello che succede fa parte della nostra evoluzione come esseri umani, affinché noi possiamo prendere in mano le redini della nostra esistenza e creare il destino che vogliamo vivere, piuttosto che reagire a quello che ci viene imposto. Non pensate possa essere una possibilità?

Cosa? Ci stai dicendo che tutto è deciso, che vi è un disegno prestabilito in tutto quello che succede? Forse, o forse siamo noi stessi che, ogni volta che rispondiamo con amore a qualche offesa, creiamo un destino differente da quello che ci si potrebbe aspettare; forse siamo noi stessi a tracciare le linee di quel disegno ogni volta che affrontiamo una scelta, sia essa grande o piccola, nella nostra vita.

Forse è arrivato il momento di smettere di reagire e cominciare a creare. E’ il momento di affrontare ogni avvenimento con consapevolezza. Quella consapevolezza che ci porta a pensare per creare, piuttosto che a reagire; quella consapevolezza che ci porta a vedere ogni cambiamento, anche il più apparentemente negativo, come un’opportunità di crescita e di evoluzione; quella consapevolezza che ci fa rendere conto che, se il nostro mondo un giorno sarà diverso, lo sarà anche grazie a noi e a come affrontiamo la vita, giorno per giorno.

Allora Grazie premier Renzi, non mi sei simpatico e non condivido le tue idee, ma so che grazie ai tuoi errori, alle tue contraddizioni e ai tuoi fallimenti farai risvegliare dal loro torpore molte persone. Grazie signori banchieri, ci avete portato alla fame, ma grazie a voi abbiamo capito come funziona la finanza e non riuscirete ad ingannarci ancora a lungo. Grazie alla Cabala e al Nuovo Ordine Mondiale e soprattutto grazie a tutti coloro che, come mio padre, hanno scelto di partecipare in maniera inconsapevole al grande disegno… posso immaginare come questo possa essere il compito più ingrato e per questo vi sono ancora più riconoscente.

Con questo non voglio dire che non credo che un qualche Evento eccezionale non possa avvenire un giorno, sono, anzi, convinto che ci sarà e che tutto quello che succede nel mondo stia creando i presupposti perché qualcosa di nuovo possa accadere. Certo ci saranno difficoltà, ma tutto sarà superabile perché noi avremmo deciso così.

Magari non per tutti sarà un cambiamento drastico, molti continueranno a guardare ancora, senza comprenderlo, un film che non hanno mai capito, ma prima o poi tutti dovranno aprire la propria mente. Sta a noi ora, preparare la strada perché tutto questo possa avvenire. Siatene tutti consapevoli!

State costruendo un Mondo Migliore… pieno di Amore e Gioia!

Articolo di Nicola Zegrini, autore del libro “Lo specchio del Pensiero”, La Caravella Editrice

Fonte: http://ununiverso.altervista.org/

Il Grande Disegnoultima modifica: 2017-04-06T17:37:34+00:00da subbuteo63
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