La realtà come specchio della mente

La realtà come specchio della mente

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L’immagine “quantistica” della realtà, non è più oggettiva come si riteneva in passato, ma dipende in parte dall’osservatore, come se fossimo circondati da un enorme specchio che riflette le proiezioni della nostra mente.

Realtà specchio della mente

La fisica quantistica abbatte definitivamente l’utopia di una realtà oggettiva. La natura di ogni fenomeno osservato è inevitabilmente “soggettiva” e varia in relazione a colui che la percepisce. Una delle maggiori stranezze della fisica quantistica è che quando cerchiamo di isolare e osservare un singolo raggio di luce (fotone), in quell’istante il fotone si trasforma in una particella; allo stesso modo, quando osserviamo una particella, in quell’istante si ritrasforma in raggio di luce, come se noi, che stiamo osservando, potessimo influenzarne la natura.

Questo è il principio della trasformazione dell’energia in massa e viceversa, scoperta da Albert Einstein nel 1921, ma la cosa inspiegabile è quell’influenza dell’osservatore, come se le particelle avessero una coscienza che interagisce con la nostra, modificando il loro stato fisico. Per questo motivo i fisici Bohr e Werner Karl Heisenbergmodificarono la terminologia utilizzata nell’ambito delle ricerche scientifiche, sostituendo la parola “osservatore” con “partecipatore”. Essi giunsero anche alla conclusione che esiste un’intrinseca inadeguatezza del linguaggio nella descrizione dei fenomeni, per cui la comprensione della realtà quantistica è essenzialmente “esperienziale” e difficilmente formulabile attraverso la razionalità e la logica.

Il vuoto cosmico come campo di coscienza e l’Universo come ologramma contenuto in ogni particella

Il campo quantistico (campo di Higgs) è l’entità fisica fondamentale alla base della Realtà Universale, un vero e proprio campo di Coscienza che occuperebbe il vuoto cosmico. Tale campo è un intreccio di comunicazioni, presente ovunque nello spazio e le particelle non sono altro che condensazioni locali della sua energia, sempre connesse e informate in tempo reale di quello che succede nel cosmo.

La sua principale caratteristica è la comunicazione, secondo cui parti lontane di uno stesso sistema interagiscono tra loro istantaneamente, con una velocità di comunicazione continua ed istantanea, come se tutto l’universo fosse unito da una forma di consapevolezza. A partire da questo principio sono sorti tutti i successivi metodi di interpretazione della realtà e della natura umana.

Il neurofisiologo Pribram e il fisico Bohm, unirono i risultati delle loro ricerche, per dar vita ad un’interpretazione della realtà che si avvalesse di un’analogia con il fenomeno olografico, per cui tale visione prende il nome di “paradigma olografico”. In parole semplici l’Universo sarebbe un enorme modello tridimensionale (ologramma), contenuto e rappresentato fedelmente in ogni sua parte, al punto che anche una micro-particella subatomica lo riproduce all’interno. Qualsiasi particella atomica o subatomica contiene all’interno l’immagine tridimensionale (ologramma), il progetto insomma di tutto l’Universo, e grazie a questo, tutto ciò che è contenuto nell’Universo, vive in uno stato di continua connessione e compartecipazione.

Tale paradigma svela che la realtà comunemente percepita (realtà esplicita) è proprio l’ologramma, o proiezione olografica, di una realtà energetica “non localizzata”, situata ad un livello più profondo (realtà implicita), che il cervello filtra ed interpreta costantemente allo scopo di renderla razionalmente comprensibile.

Il fisico Henry Margenau, parte dalla considerazione che la realtà è un unico grande sistema, all’interno del quale possono essere estrapolati un’infinità di altri sistemi minori; la loro considerazione dipende dal tipo di studio che si vuole effettuare. Anche l’essere umano è un sistema al cui interno vivono altri sistemi più piccoli (come le cellule), ed è egli stesso inserito in un sistema più ampio, chiamato organismo Uomo. Vi è quindi una Mente Universale più vasta di cui la mente individuale è solo un sottosistema; tale ipotesi è una convalidazione, attraverso la fisica moderna, dell’Inconscio Collettivo proposto da Carl Gustav Jung.

Questa Mente Universale potrebbe esprimersi attraverso un infinito campo di coscienza, ospitato nel vuoto cosmico come un intreccio di comunicazioni (campo di Higgs), in cui l’energia si alterna alla materia. La motivazione per cui la maggior parte degli esseri umani condivide la stessa visione del mondo, è dovuta all’esistenza di un consenso comune inconscio, ossia una condivisione collettiva del modo di percepire la realtà, insita nella Mente Universale Collettiva della specie umana. Ogni individuo crea e mantiene in piedi la costruzione di questa realtà, costantemente ed inconsapevolmente attraverso il suo contatto inconscio, simultaneo, con tutti gli altri individui.

Rivisto da Fisicaquantistica.it

Fonti: http://www.spiritualmente.net/html/dna-coscienza-iperspazio.html -http://www.medicinadolce.it/Fisicaquantisticaemedicina.html

La realtà come specchio della menteultima modifica: 2015-04-24T20:01:35+00:00da subbuteo63
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